Diventano importanti per caso, le persone.
E sempre per lo stesso caso, la stessa fatalità della vita, le stesse persone, svaniscono.
Come un cambio improvviso di scena in un film, il cui regista, all’ultimo momento crede sia doveroso dare un risvolto diverso. Un risvolto che ti aspetti, ma non vorresti.
Diventano importanti con le piccole cose, le persone. Soprattutto per i dettagli. Per quelle sottigliezze minuscole che all’inizio nemmeno noti.
Una parola giusta, quando gli altri, per comodità ti lasciano sprofondare nell’inquietante silenzio dell’anima Per un messaggio sincero, una telefonata per farti tornare il sorriso e un abbraccio quando stai pensando che il mondo stia inveendo contro di te con un coltello, un sacco e tanto odio.
Ma tu, ormai sei in quell’abbraccio.
Lontano da tutto.
Per questo sono belli gli abbracci.
Ti proteggono, ti racchiudono senza rinchiudere. Come se quelle braccia morbide, fungessero da barriera. Il recinto dell’affetto.
Diventano importanti così, le persone.
Per le parole, i sorrisi, i messaggi, le telefonate e gli abbracci.
Finché quel finale che cerchi di tener lontano, arriva. Come arriva l’autunno, come arriva l’inverno. Arriva e porta via tutto quello che di buono, la primavera ha costruito.
E quelle parole giuste, si trasformano in frasi di addio, i sorrisi diventano ricordi lontani e quegli abbracci si spezzano.
Il recinto si chiude, per sempre.
Diventano indifferenti per caso, le persone.
Per migliorarsi, per capire, per crescere.
Nessuno ha sbagliato, alla fine. Si insegue soltanto il cerchio delle proprie emozioni. Si insegue l’attimo, prima che il destino decida di sottrarcelo senza aver tentanto, senza aver sbagliato. Pur avendo sofferto.
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(Fonte: inbraccioaldestino, via inbraccioaldestino)